festival periferico 2018 – il calendario e le opere

il calendario

 

 


le opere

 


 

Bartolini/Baronio

BARTOLINI/BARONIO
Dove tutto è stato preso

Nella casa assediata dai tarli, ogni stanza è il racconto di un mondo ladro. Abitare dove tutto è stato preso non è comodo, e non ci rimane che tentare di correggere il momento fatale in cui ci siamo consegnati come testimoni del suo crollo imminente, finalmente crollare con lei per cercare sotto il peso delle sue polveri la possibilità di curarne le rovine. Guidata dalle biografie di adulti e di bambini incontrati tra residenze e laboratori, dalle visioni di Clément, dai sensi amorosi di Zambrano, dalla tragica delicatezza di Bourgeois e dal cosmo umano di Herzog, viene raccolta una domanda essenziale: se potessimo guardare come se fosse di nuovo la prima volta, cosa vedremmo? In un paesaggio scenico e linguistico che muove a ritroso verso i suoi primi sensi, aprendo il tempo del costruire tra la Terra, l’altro e il teatro, la casa si fa corpo e il progetto un’architettura esistenziale: un cantiere davanti al quale sapere che «il noi dimora in me». Dove tutto è stato preso c’è ancora una rosa gialla, un giardino di cui prendersi cura.
www.369gradi.it/bartolinibaronio

 

BATIGNANI-FALOPPA Costruire è facile 2

BATIGNANI&FALOPPA
Costruire è facile?

David Batignani (scenografo-costruttore e performer) e Simone Faloppa (attore e drammaturgo) presentano un progetto che mette al centro il rapporto tra artigianato e comunità. Una compagnia teatrale è abituata a impiantarsi in un luogo isolato e al chiuso per verificare il proprio spettacolo, incontrando il pubblico solo al termine di questo processo. Al contrario, abbiamo preferito porci come dei collettori gentili tra i bisogni e i desideri di chi i luoghi li vive e le competenze delle botteghe artigiane specializzate. La manodopera ha un prezzo ed una singolarità che nessuna produzione industriale a basso costo può restituirci. Eppure le cose si rompono, non sappiamo dove mettere le mani, e, quindi, buttiamo. Nel 1981 Bruno Munari scrive: “L’uso giusto delle tecniche e dei materiali può far nascere un’estetica”. Perciò occorre far capire che non ci deve essere un’arte staccata dalla vita, di cose belle da guardare e brutte da usare. Che il nostro fare, quindi, il nostro essere al/nel mondo vengano guidati dalle nostre mani.
www.facebook.com/groups/740544495989152

 

ISABELLA BORDONI - Fonderia 2

ISABELLA BORDONI
F.O.N.D.E.R.I.A. tabula linguae

In collaborazione con VIAINDUSTRIAE / Emanuele De Donno Fonderia Ponzoni, attiva dal 1947 nel capannone di via Cesare della Chiesa 11/13, precede la costituzione formale del villaggio artigiano a Modena Ovest (1953) situandosi storicamente nel punto di congiunzione tra le forme del lavoro industriale del primo Novecento e la ricostruzione, il miracolo economico e la globalizzazione.
Tra le ultime attività a essere dismesse tra quelle produttive del villaggio, Fonderia Ponzoni resta, nella sua attuale sospensione lavorativa, l’eloquente scenario di un lavoro immateriale, playground capace sia di generare sia di accogliere, la messa in scena & messa in atto di F.O.N.D.E.R.I.A. tabula linguae. F.O.N.D.E.R.I.A. tabula linguae vede la costituzione di 4 tavoli di parola, ciascuno dei quali è terreno di incontro e contest tra diversi portatori di conoscenze, di saperi e di saper-fare, introducendo nel festival una sperimentazione artistica fuori formato. Unconference immersiva, atto di presenza e rappresentazione, match tra linguaggi del moderno e del contemporaneo, “gioco” e “prova di resistenza” non agonistici ma ad alta performatività perché politicamente e poeticamente immersi nella “relazione” con l’altro e l’altrui, con il luogo, con il tempo.
www.ib-arts.org

 

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ČAJKA TEATRO
Iliade nel canto degli aedi

Iliade è un contenitore di miti: non è soltanto la storia della guerra per antonomasia, ma racchiude dentro le sue pagine infinite storie che aprono ad un universo nel quale il tempo e lo spazio hanno un significato differente, dove si incrociano il fato ed il destino di uomini e dei. Gli attori si fanno cantori – Aedi – di storie che accompagnano il pubblico in una passeggiata che diventa viaggio per le strade del Villaggio Artigiano, abitandolo con suggestioni ed immagini. Iliade nel canto degli Aedi è parte del progetto triennale “Iliade” che Cajka Teatro ha iniziato a costruire nel 2017. Il percorso di ricerca intrapreso dalla compagnia ha come centro l’indagine sul mito e sulla tradizione orale e porta il progetto ad una forma liquida che si definisce di volta in volta nell’abitare spazi e contesti diversi.
www.cajkateatro.net

 

ALESSANDRO-CARBONI---Unleashing

ALESSANDRO CARBONI
Unleashing ghosts from urban darkness

Il progetto unisce dimensione installativa e pratiche performative in cui il corpo viene utilizzato come “strumento cartografico”. A partire dal sistema coreografico EM Tools ideato da Alessandro Carboni, un gruppo di performer selezionati all’interno della comunità locale è stato coinvolto in un processo di acquisizione di forme, situazioni e accadimenti urbani per attivare un processo di mappatura corporale e scrittura coreografica. Il laboratorio ha condotto a un’azione performativa che si sviluppa intorno a una pratica di ricombinazione delle azioni corporali sviluppate durante il workshop per individuare interferenze, dissonanze, continuità, discontinuità dello spazio urbano e rivelarne criticamente i conflitti e le ambiguità.
www.alessandro-carboni.com

 

FRANCTIS DANCE COMPANY Last1b

FRANCTIS DANCE COMPANY
Last

La compagnia Franctis Dance Company, basata a Berlino ma composta da persone provenienti da diverse parti del mondo, presenta a Periferico un progetto che si situa nello spazio urbano per dare risonanza al particolare linguaggio fisico del gruppo, che fonde molti stili differenti: dalla break dance alla danza contemporanea, dall’acrobatica all’hip hop sperimentale fino alle arti marziali e al gaga. In questo lavoro vengono esaminati i fenomeni contraddittori del tempo. Giochiamo con immagini sfocate del passato o del futuro, cercando di avvicinare più approfonditamente il modo in cui la memoria nell’uomo si comporta quando ricorda, ricrea o immagina situazioni. Sembra che stiamo guardando le nostre vite che vanno avanti e indietro, sperimentando un linguaggio ibrido che mette in gioco le azioni del riprendere e accelerare, crollare e ricostruire, sempre saltando avanti e indietro nel tempo. LAST è come un film offuscato, come ricordi in una persona amnesica che mescola indistintamente realtà e sogni.
www.franticsdancecompany.com

 

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CHIARA GUIDI
Lettere dalla notte

Lettere dalla notte è una raccolta di testi di Nelly Sachs, una delle voci poetiche più appartate e potenti del Novecento, premio Nobel nel 1966, e ora riscoperta da Chiara Guidi in collaborazione con Elena Di Gioia. “Una voce soltanto”: così amava definirsi, sia per quella fede che portava “…impregnare di dolore la polvere, darle un’anima” che per quel credo che la guidava “…io credo in un universo invisibile nel quale inscriviamo ciò che abbiamo inconsapevolmente compiuto…”. Dentro le sue parole, nella polvere che spesso evoca, si intravede il cammino doloroso dei popoli e delle genti, a cui la poesia dà voce facendo scaturire la musica. Per incontrare Nelly Sachs, grazie alla traduzione di Anna Ruchat (per Giuntina), Chiara Guidi darà voce non solo ad alcuni testi epistolari tratti da Lettere dalla notte, ma anche a una parte del carteggio che ebbe tra il 1954 e il 1969 con una delle voci più intense della poesia, Paul Celan, con cui condivise la condizione di esule dalla storia e dalle ferite del Novecento. Chiara Guidi, inoltre, consegna a un coro cittadino alcune poesie dell’autrice. Il coro viene messo a punto nel corso di un triplice incontro rivolto a tutti coloro che desiderano sperimentare la propria voce in concordanza con tante voci diverse dalla propria.
www.societas.es

 

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DOUGLAS HENDERSON
Babel V: Dream Man
Galerie Mario Mazzoli

Le opere della serie Babel sono una rivisitazione in chiave ottimistica della storia della Torre di Babele, teorizzando che il moltiplicarsi dei linguaggi, invece di ottenere come risultato la dispersione delle civiltà, diviene una fonte di serena bellezza: la poesia della variazione. La poesia di Russel Edson Sogno l’uomo, spezzata parola per parola, viene riprodotta dagli speaker su una verticale elicoidale e genera un coro polifonico che, in questo particolare allestimento, entra in dialogo con la moltitudine di oggetti di scarto della ex officina Menabue.
www.douglashenderson.org

 

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OHT
Little Fun Palace (anteprima)

Una roulotte. Un padiglione piccolo e portatile. Un luogo effimero di aggregazione. Un omaggio al Fun Palace; il leggendario progetto dell’architetto Cedric Price e della regista teatrale Joan Littlewood che negli anni sessanta volevano realizzare un’università della strada, un laboratorio del divertimento.
Little Fun Palace è progetto artistico di OHT ospite a Periferico e allo stesso tempo costituisce un alleato – temporaneo quanto essenziale – nel riesumare la raison d’être delle aree pubbliche, quella di forum aperto all’incontro spontaneo fra le persone. Little Fun Palace diventa di volta in volta spazio della proposta artistica della compagnia, ma anche luogo aperto agli attraversamenti del festival, in modo indipendente e collaborativo. All’interno di Little Fun Palace vengono organizzati incontri, dialoghi e ogni forma di spontaneità possibile. Little Fun Palace mette insieme figure molto diverse a dialogare su tematiche opportune e urgenti, esplorando varie sfaccettatura della realtà nei diversi campi di riferimento, in un processo in bilico tra curatela e performance.
www.officeforahumantheatre.org

FRANCESCO CARERI è membro di Stalker / Osservatorio Nomade, una struttura aperta e interdisciplinare che compie ricerche e progetti sulla città attraverso l’esperienza diretta degli spazi complessi e l’interazione con gli abitanti. È ricercatore presso la Facoltà di Architettura di Roma Tre, dove tiene un corso di Arte Civica sperimentando con gli studenti metodi di riappropriazione e di intervento diretto nello spazio pubblico.

 

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FILIPPO PARTESOTTI
Secondo te come è fatto il Villaggio? Disegna la tua mappa

Vorrei proporre al pubblico del festival e agli abitanti del Villaggio di disegnare la mappa “secondo loro” del quartiere. In ognuno di noi si forma un’immagine, una ‘mappa ideale’ dei posti che si frequentano a seconda di come li si vive, con i propri ritmi, i propri spostamenti e abitudini. Spesso queste mappe ideali non corrispondono alle mappe tradizionali della cartografia, anzi, a volte sono proprio molto diverse e ‘raccontano’ molto di più, di solito in modo inaspettato, la forma di un quartiere o anche di una città. Entra in gioco lo sguardo orizzontale, quello dei percorsi quotidiani, piuttosto che quello verticale, tipico delle mappe ‘normali’. E ogni mappa è diversa, perché ognuno ha la sua mappa in testa, mai uguale a quella di un altro.
www.partesotti.com

 

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POLISONUM
Doppelkonzert

Doppelkonzert è un lavoro site specific di Polisonum articolato in due momenti: una performance e una installazione sonora pensate e realizzate per due luoghi distinti. Il processo di realizzazione inizia a Modena, all’interno del festival Periferico, dove Polisonum lavora insieme al fabbro Fabio Po alla prima fase di costruzione dell’opera. All’interno dell’officina ha luogo una performance pensata per dar vita a uno spazio sonoro, in cui i materiali utilizzati per la realizzazione dell’opera risuonano nello spazio industriale insieme a una composizione musicale realizzata documentando il processo di lavorazione. La seconda fase del lavoro è ospitata dal festival Blooming a Pergola, all’interno della Chiesa di Santa Maria di Piazza. Qui l’opera subisce una trasformazione formale e funzionale. Il suono, alla base della ricerca artistica, porta con sé la narrazione legata alla realizzazione dell’opera e i corpi elastici cavi che la compongono, diventano contenitori di memoria sonora dell’intero viaggio dell’opera e stabiliscono una connessione tra i due luoghi.
https://cargocollective.com/polisonum

 

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CHRISTOPHE ROCHER
Orchestra da campo

Progetto curato dal musicista francese Christophe Rocher, clarinettista, compositore e direttore artistico dell’Ensamble Nautilus dal 1997, che ha previsto un laboratorio di una settimana con bambini, ragazzi e genitori per la creazione di un vero e proprio concerto d’orchestra. Il lavoro di Rocher è dedicato in modo particolare ai non-musicisti, a coloro che non hanno mai studiato o praticato musica. Anzi, questa esperienza si rivolge in modo particolare a tutti coloro che hanno sempre sognato di far uscire un suono da un contrabbasso o da un trombone, di suonare il basso o di comporre musica elettronica… ma non hanno mai osato provarci. Alla scoperta del suono e della materia musicale, ognuno può rivelarsi un artigiano-musicista, un esploratore della musica, del ritmo e del suono. Una situazione che pone anche una serie di questioni sul piano umano e della convivenza: questioni che riguardano il turno di parola, la relazione con il potere, il rapporto con il collettivo, con l’ascolto di altri linguaggi e idee.
www.christopherocher.eu

 

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AMIGDALA
Elementare (primo studio)

Un ringraziamento ai partecipanti del workshop Maggese – comporre opere sui luoghi – per il loro contributo.

Canto per tenere lontana la notte
Canto per consumare l’attesa

E. Dickinson

Elementare è un’evocazione del rito attraverso il canto, un patto incerto attorno ai sentieri che le parole tracciano quando si modellano nella musica. Elementare è un’alleanza temporanea tra pubblico e artisti, chiamati a condividere il tempo di una notte. In uno spazio attrezzato per il sonno prende forma una comunità provvisoria, fondata sul desiderio di abitare insieme un crinale, un istante transitorio che verrà fatto durare lungo le ore. Un canto rivolto alla notte, come tempo della sospensione e del sovvertimento, una celebrazione dell’attesa in cui l’alba a venire diventa figura di un attraversamento. Sei voci che si consumano lentamente, l’esercizio di una presenza senza confini certi tra artisti e pubblico, parole che diventano declamazioni, silenzio, elenchi, echi: sono questi gli elementi primari attraverso i quali si tenta di fabbricare uno spazio poetico condiviso. Mentre lentamente si forma un vocabolario, quasi una preghiera collettiva, mentre si compie il gesto di accendere un fuoco simbolico nello spazio fra noi e gli altri, Elementare dà voce al desiderio di dichiarare: noi siamo qui. Cosa ci spinge a cantare per una notte intera? Il rischio, la durata, la fatica, l’accordo che precede l’intesa, il legame invisibile, il raduno, il cambiamento, l’ospitalità, l’attesa, il risveglio, e il silenzio.

Decimo Meridiano
Appunti per i 10 anni di Periferico

Immagini, documenti d’archivio, mappe, suoni e video tratti dalle edizioni del festival che dal 2008 attraversa spazi e periferie di Modena, abitandoli con performance e azioni artistiche realizzate appositamente, sulla base di un lavoro di drammaturgia dello spazio e di comunità.

 


 

gli incontri

 


 

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FIONDA
rivista collettiva del Villaggio Artigiano

A gennaio è nata a OvestLab una redazione composta da persone che abitano o lavorano al Villaggio Artigiano. In un clima molto informale, questo gruppo di persone comuni ha iniziato a porsi alcune domande su come provare a immaginare un nuovo futuro per quest’area della città. Così è nata Fionda, che debutta a maggio con il suo numero 0 grazie alla collaborazione con l’editore ViaIndustriae.
http://www.ovestlab.it/fionda

 

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JACK HIRSCHMAN
Cresciuto nel Bronx, laureato alla Indian University, Hirschman è il giovane poeta a cui Hemingway indirizza una lettera divenuta famosa su alcuni fra i più importanti giornali americani; giovane professore universitario alla U.C.L.A., viene espulso a causa della sua attività contro la guerra del Vietnam. Si impegna concretamente al fianco dei più poveri e degli homeless, venendo anche arrestato. Ha tradotto autori da molte lingue autori e ha visitato paesi di mezzo mondo, dal Sud America alla Cina. L’incontro con la Beat Generation, dalla quale ben presto si dissocia, comporta alcune innovazioni stilistiche nella sua opera, insieme all’impegno politico e ad un’attenzione forte alla realtà fin nei suoi aspetti di cronaca minuta. (Giancarlo Cavallo su Potlatch.it)
www.casadellapoesia.org/poeti/hirschman-jack

 

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CLAUDIA LOSI
L’opera di Claudia Losi abbraccia un caleidoscopio di progetti spesso concepiti come “work in progress”, come processo continuativo nel tempo, forme finite ma che accolgono al loro interno una possibilità di trasformazione. La sua relazione con le scienze naturali e umanistiche, l’interesse per la natura e le dinamiche che legano l’umano allo spazio in cui vive e condivide, sono sempre stati aspetti fondamentali nella sua opera. In particolare focalizza l’attenzione sull’ azione del “camminare”, intesa come pratica artistica e strumento ideale per elaborare le sue riflessioni emotive e analitiche sul paesaggio.
www.claudialosi.com

 

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CHIARA GUIDI
La voce in una foresta di immagini invisibili incontro coordinato da Sergio Lo Gatto Nel libro appena edito da Nottetempo, Chiara Guidi racconta per la prima volta la sua ricerca sulla voce, descrivendo gli elementi atemporali e archetipici di questo strumento: una ricerca che la porta a giocare con le parole fino a perderne il senso, per poi recuperarlo sondando limiti, forme e potenzialità del linguaggio sonoro. Un’occasione anche per dialogare sulla doppia esperienza a Modena di Chiara Guidi a Maggio per i festival Periferico e Trasparenze e sugli spettacoli messi in scena in queste occasioni con la partecipazione di due “cori”.
www.edizioninottetempo.it

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