Dimore di frontiera

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9-12-16 Dicembre 2015

Tre serate tra letteratura, suono, movimento e visioni per raccontare vite ed esperienze artistiche che hanno abitato una frontiera.

quote

Dopo la sesta edizione del festival Periferico realizzata a Maggio 2015 nel complesso residenziale R-Nord, Amigdala presenta il progetto Dimore di frontiera, che si svolgerà a Dicembre 2015 presso il centro giovani Happen.

Tre serate dedicate al tema della frontiera: letteratura, suono, movimento e visioni costituiscono un insieme attraverso il quale esplorare vite ed esperienze artistiche che sono state in grado di forzare un limite, camminando su un confine di qualche genere.

Tre attori e attrici si confronteranno quindi con musicisti, danzatori e artisti visivi su testi che abbiamo scelto per la loro rispondenza all’immaginario della frontiera: Sentieri di ghiaccio di Werner Herzog racconta la frontiera di un viaggio radicale, un viaggio a piedi che il grande regista compie, come un rituale sciamanico, con l’intento di salvare la vita di un’amica moribonda; Trattato di funambolismo di Philippe Petit racconta l’ossessione estrema di una vita vissuta letteralmente sullo stretto confine di un filo da funambolo; Brecce di Henry Michaux ci conduce invece alla frontiera musicale del linguaggio, in un’analisi della legge e dell’armonia che reggono il nostro vivere.

Ogni serata è accompagnata da un incontro con uno studioso che approfondirà il discorso.

Sviluppare questa tematica a Happen e a R-nord, dopo averli vissuti dall’interno durante l’esperienza di Periferico 2015, amplifica la portata della riflessione sulla fecondità dell’abitare una periferia.


Mercoledì 9 dicembre 2015 ore 21

Attraversamenti
Tratto da Trattato di funambolismo di Philippe Petit
Con Federica Rocchi (voce), Davide Fasulo e Meike Clarelli (suoni)
A seguire incontro con Andrea Menconi, filosofo e psicanalista


Sabato 12 dicembre 2015 ore 21

Alfabeti
tratto da Brecce di Henry Michaux
con Silvia Pasello (voce) e Marianna Miozzo (movimento)
Adattamento testo a cura di Gabriele Della Barba
A seguire incontro con Laura Pigozzi, psicanalista, insegnante di canto e sperimentazione vocale


Mercoledì 16 dicembre 2015 ore 21

Lontananze
Tratto da Sentieri nel ghiaccio di Werner Herzog
Con Oscar de Summa (voce), Luca Perciballi (suono), Mattia Scappini (immagini)
A seguire incontro con Francesco Cattaneo, docente di estetica


Dimore di frontiera

un progetto di Amigdala

a cura di Federica Rocchi e Gabriele Dalla Barba
grafica Sara Garagnani

realizzato in collaborazione con Cooperativa Girasole, Teatro dei Venti, Artisti Drama
nell’ambito di Andante 2015/2016
con il contributo di Comune di Modena – Assessorato alla Cultura; Fondazione Cassa di Risparmio di Modena nell’ambito del bando Rassegne Teatrali 2015; Ministero per i Beni e le Attività Culturali

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Le serate si svolgono presso

Happen
c/o Condominio R-Nord
Via Canaletto Sud 43/L
Modena

Ingresso biglietto unico: 3 euro.

Per informazioni:
AMIGDALA/PERIFERICO
T 349.7795031
perifericofestival@gmail.com


 

INFORMAZIONI SUI TESTI

Trattato di funanbolismo di Philippe Petit

Philippe Petit è un funambolo di fama mondiale, che ha attraversato su un filo la distanza tra le guglie di Notre-Dame, tra le Torri gemelle del World Trade Center, tra altissimi picchi alpini e tra sponde di pericolose cascate. In questo libro Petit ha raccolto l’essenza del funambolismo, unarte sottile, effimera e ineffabile come l’arte di vivere: l’uomo che sa camminare sulla corda, cammina anche sulla corda metaforica tesa sulle difficoltà quotidiane della vita.

Brecce di Henry Michaux

Tutta l’opera di Michaux risponde a una domanda che non riusciamo a formulare, eppure sentiamo essenziale. Col tempo, i suoi scritti si dimostrano sempre più nettamente insituabili, come già lo erano quando cominciarono ad apparire, nella Parigi degli anni venti. Possono presentarsi come racconti, poesie, riflessioni, esorcismi, dialoghi, aforismi, visioni: ma ogni volta li sentiamo evadere dal quadro di una forma preesistente. Ed è questa una peculiarità costante di questo scrittore, che ha con la ‘letteratura’ rapporti di acuminata diffidenza. I suoi paesaggi sono sempre altrove, in un Tibet dell’anima. Ogni libro di Michaux è il resoconto di un’esplorazione, che ama calarsi nelle «infinitesime fluttuazioni», ma si azzarda anche a perdersi nella sterminata vastità. Nelle sue pagine troviamo tracciati, con la precisione cerimoniale di un calligrafo cinese, innumerevoli «movimenti dell’essere interiore», soprattutto quelli che non hanno più un nome o non l’hanno mai avuto. Ciascuno di questi movimenti è una breccia fra il visibile e l’invisibile. I testi sono le macerie di quelle «brecce». Ogni racconto è l’accenno di una metamorfosi.

Sentieri nel ghiaccio di Werner Herzog

Questo libro è la storia di un viaggio in certo modo straordinario: il viaggio a piedi intrapreso nell’inverno 1974 da Werner Herzog, per recarsi da Monaco a Parigi, dove lo aspettava un’amica malata, Lotte Eisner, storica e studiosa del cinema tedesco. Una testimonianza d’affetto che, secondo Herzog, avrebbe dovuto contribuire a tenere in vita una persona cara. Strade, boschi, paesi squassati da temporali e bufere di neve, villaggi deserti e campi disabitati: questo il paesaggio che percorriamo insieme a un uomo che compie il più anacronistico dei gesti. Il racconto di Herzog ha la capacità di rappresentare in modo nuovo quell’Europa che attraversiamo in treno, in auto o sorvoliamo in aereo, quell’Europa di cui cogliamo di solito solo i paesaggi urbani, le fabbriche, le autostrade, i quartieri industriali. È un’Europa restituita a una quasi inconcepibile “naturalità”, a una dimensione arcaica e segreta. E al contempo queste avventure, questi incontri, queste scoperte che si situano in una sorprendente “terra di nessuno”, si accostano a un modello aulico, fanno rivivere in modo singolare il mito del viaggio come prova e il tema dell’eroica peregrinazione.


BIOGRAFIE DELLE VOCI

Oscar De Summa, attore

Formatosi alla scuola di teatro della Limonaia presso il Laboratorio Nove con Barbara Nativi, Renata Palminiello e Silvano Panichi si specializza con due corsi di «Alta formazione per attori» di Polverigi e di Milano (tra gli altri insegnanti Marco Martinelli, Adriana Borriello, Mohamed Driss, Laura Curino, Gabriele Vacis, Thierry Salmon). Frequenta vari stage di Claudio Morganti, Alfonso Santagata prima e di commedia dell’arte con Antonio Fava dopo. Da subito affianca al lavoro di attore presso diverse compagnie con quello di autore e regista. Negli ultimi anni è stato impegnato nella tournè del “Mercante di Venezia” con la regia di Massimiliano Civica (premio Ubu 2009 per la regia, “premio Vittorio Mezzogiorno” agli attori) e con “Amleto a pranzo e a cena” di cui ha curato regia e drammaturgia per Fondazione Emilia Romagna Teatro; e di ” Un sogno nella notte dell’estate ” con la regia di Massimiliano Civica.

 

Silvia Pasello, attrice

Nata a Ferrara nel 1957, frequenta il D.A.M.S. di Bologna e inizia la formazione come attrice al Teatro Nucleo di Ferrara. Nel 1980 fa parte del progetto biennale di ricerca L’eresia del teatro: Stanislawskij, organizzato dal C.S.R.T. di Pontedera, che apre ad incontri con maestri di diverse tradizioni, come Jerzj Sthur, Marisa Fabbri, Ingemar Lindh, Ryzard Cieslak. Segue il lavoro di Lindh con una serie di dimostrazioni di lavoro in Italia e negli USA. Come attrice partecipa a numerose produzioni teatrali, tra cui: Il Giardino, regia Roberto Bacci (1982); Mucciana City, regia Alfonso Santagata (1984); A. da Agatha, regia Thierry Salmon (1985); Il Passaggio, regia Thierry Salmon (1986); Le Troiane, regia Thierry Salmon (1986/88); La mite, C.S.R.T (1990); Edipo Iperboreo, I maghi e Don Giovanni, regia Raul Ruiz (1989); In carne ed ossa, regia Roberto Bacci (1990); The said eyes of Karlheinz Ohl, regia Gerald Thomas (1991); Fratelli dei cani, regia Roberto Bacci (1992); Krotkaja, di Silvia Pasello (1993); Alma De Kokoschka, regia Celina Sodrè (1993); Nostos, regia Roberto Bacci (1994); Macbeth Horror Suite, regia Carmelo Bene (1995); Temiscira 3, regia Thierry Salmon (1997); Buchettino e Voyage au bout de la nuit, Societas Raffaello Sanzio, regia Chiara Guidi e Romeo Castellucci (1999/2000); Ciò che resta, regia Roberto Bacci (2001); Il raglio dell’asino, regia Roberto Bacci (2003); Aspettando Godot, regia Roberto Bacci (2005); Maria Maddalena, regia Valentina Capone (2006); La sofferenza della luce, regia Luisa Pasello (2008); Due Lupi, regia Virgilio Sieni (2011). Riceve il Premio Ubu per l’interpretazione di A. da Agatha (1986); il Premio Eleonora Duse per La mite (1990); il Premio Ubu per Macbeth Horror Suite (1997); il Premio Ubu insieme a tutte le attrici interpreti di Temiscira 3 (1998). Partecipa ai film I Cinque Sensi del Teatro, produzione RAI (1991); Il resto di niente, regia Antonietta de Lillo (2003); Provincia Meccanica, regia Stefano Mordini (2005); C’era una volta la città dei matti, regia Marco Turco (2009). Come regista dirige gli spettacoli Family Voices (1994); Senza diritto d’autore (1998); Rut (2002); Il cantico dei cantici (2004); Il Castello (2008); Il vuoto delle cornici e degli specchi (2010) per l’istituto dell’Attore a Rio de Janeiro; KStudio (2010) e L’angelo dell’inverno (2011), ispirato al Canto del cigno di Cechov. Nel corso degli anni elabora progetti di ricerca e pedagogia teatrale in diversi Paesi del mondo, come Compagnia Laboratorio (dal 1993); Casa Laboratorio (dal 1994); Silvia Pasello con Silvia Pasello insieme a Snejanka Mihaylova (2007); Autoformazione dell’attore con il professor Augusto Timperanza (2008); La voce in ascolto con P. Giacchè (2009).

 

Federica Rocchi, curatrice e lettrice

Studia teatro con Tanino De Rosa, Luisa Pasello, Mamadou Dioume, Febo Del Zozzo e Bruna Gambarelli (Laminarie), Chiara Guidi (Societas Raffaello Sanzio).
Nel 2005 fonda la compagnia teatrale Amigdala che produce diversi spettacoli e cortometraggi in cui opera con attrice e regista.
Dal 2002 recita negli spettacoli della compagnia teatrale Laminarie, sia per i bambini che per gli adulti, in Italia e all’estero.
Dal 2009 al 2011 lavora con Chiara Guidi della Societas Raffaello Sanzio per lo spettacolo “L’ultima volta che vidi mio padre” in cui si sviluppa un particolare e approfondito lavoro sull’uso della voce e con cui è in tournè in Francia, Olanda, Italia.
Dal 2008 è curatrice del festival teatrale Periferico che si sviluppa attraverso drammaturgie urbane di spazi non teatrali. E’ inoltre curatrice della compagnia Laminarie a Bologna di cui co-dirige il teatro DOM la cupola del Pilastro (Premio UBU 2012).

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